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L’AQUILA – Don Giovanni Gatto, 51 anni, originario di Montebelluna (Treviso) e parroco per vent’anni nella frazione aquilana di Tempera, ha deciso di lasciare il sacerdozio per vivere una nuova fase della sua vita accanto alla donna che ama. Una decisione maturata dopo mesi di riflessione e che negli ultimi giorni è diventata di dominio pubblico.

Nell’ottobre 2025 l’ex parroco ha scritto una lunga lettera all’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, e a Papa Leone XIV, chiedendo ufficialmente la dispensa dal sacerdozio. Anche se la procedura non è ancora conclusa, i tempi potrebbero ridursi a causa dell’attenzione mediatica e della determinazione mostrata dal sacerdote.

Un segnale evidente della sua crisi interiore era arrivato già a Natale 2025, quando don Giovanni aveva pubblicato sui social un messaggio intenso e carico di significato. Nel post parlava della difficoltà di vivere alcune “prove” e della necessità di ritrovare un amore autentico, criticando anche certi aspetti dell’istituzione ecclesiastica, definita a volte come un sistema che “incatena” con formalismi e schemi ipocriti.

Don Giovanni non aveva mai nascosto la sua posizione critica verso l’obbligo del celibato, ammettendo nella lettera al Papa di non essere sempre riuscito a rispettarlo. Il celibato, infatti, non è un dogma ma una scelta disciplinare della Chiesa.

Il sacerdote è ricordato anche per aver vissuto in prima persona la tragedia del terremoto del 2009, quando si salvò nella canonica di Tempera grazie alla sua cagnetta e ai suoi animali. Prima dei voti era stato carabiniere e nel corso degli anni aveva denunciato anche presunte pressioni criminali legate alla ricostruzione post-sisma.

Nel 2019, durante il decennale del terremoto, aveva espresso il desiderio di restare per sempre a Tempera. Oggi, invece, dopo un lungo percorso personale, ha scelto di cambiare vita, seguendo quella che definisce una nuova strada di amore e serenità.
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